LA CHIESA CATTOLICA LANCIA IL UN FILM CONTRO LOURDES-VERGOGNA
Lourdes, della trentottenne regista austriaca Jessica Hausner
Il film narra appunto di un pellegrinaggio a Lourdes. Tra i pellegrini ci sono malati e persone sane, che intraprendono questo viaggio nella speranza di trovare un conforto spirituale o perché sono alla ricerca di una guarigione corporale. La protagonista del film è Christine, una giovane donna costretta da una malattia incurabile all’immobilità, che recatasi in pellegrinaggio a Lourdes – più per uscire da un forzato isolamento che per sentimenti devozionali – si ritrova, quasi come in sogno, completamente guarita, in grado di muoversi e camminare. Lo spettatore viaggia insieme a lei, scopre Lourdes attraverso i suoi occhi e si immedesima nel suo desiderio di allacciare legami sociali e affettivi con gli altri, a partire da Maria, una giovane volontaria dell’Ordine di Malta che si prende cura di lei. Christine osserva l’universo di Maria con un pizzico di invidia. Vede Maria come un’eco del suo passato e questo le infonde speranza. Ma Maria preferisce frequentare i suoi coetanei e talvolta tenta di sfuggire allo spettacolo della malattia. Christine si accontenta allora della compagnia della signora Hartl, una sessantenne brusca e solitaria. La signora Hartl non è andata a Lourdes per curare un male fisico ma per tentare di alleviare le sofferenze di una vita interamente trascorsa in solitudine. Prova il bisogno di dare un senso alla sua esistenza vuota, di colmare questo vuoto con una missione. Lo troverà prendendosi cura di Christine, pregando per lei. E la sua preghiera sarà esaudita: durante il soggiorno, la salute di Christine migliora miracolosamente e alla fine la donna guarisce : è di nuovo in grado di camminare. La guarigione suscita ammirazione, ma anche dubbi e gelosie. Il comitato dei medici di Lourdes è chiamato a esprimersi sul miracolo. Il verdetto è incerto, in quanto la malattia di Christine è imprevedibile : le sue condizioni possono migliorare notevolmente ma anche aggravarsi con altrettanta facilità. Christine si aggrappa a questa nuova occasione di felicità, pur temendo che possa rivelarsi effimera. E così sarà: alla fine della festa a conclusione del pellegrinaggio, Christine si ritroverà sulla sua sedia a rotelle. Forse il miracolo non c’è stato, certamente non s’è verificato quello interiore, più volte dichiarato indispensabile, non per la vita fisica, ma per la vita cristiana.
La pellicola, opera di una regista che si dichiara non credente, è comunque interessante e ben girata. Sarà senz’altro oggetto di dibattito. Intanto, a Venezia ha incassato una serie di riconoscimenti tra cui il Premio Signis dell’Organizzazione cattolica internazionale per il cinema, il Premio La Navicella della Fondazione Ente dello Spettacolo e Rivista del Cinematografo e il Premio Fipresci assegnato da una giuria internazionale di critici.
http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=12391&IDCategoria=1
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
LOURDES UN FILM CONTRO I MIRACOLI DI LOURDES
Questo film è blasfemo, prima di tutto perché è fantasia, e sappiamo che il detto del saggio dice: "Scherza coi fanti e lascia stare i Santi",
secondo perchè la regista Jessica Hausner è atea, quindi non è competente in materia di fede, terzo perché a Lourdes sono avvenuti
moltissimi miracoli veri e nel film il miracolo non avviene e c'è molta aria di inganno.
Quello che sconcerta è che questo film blasfemo contro la sacralità di Lourdes è stato premiato dai cattolici:
Premio Signis dell’Organizzazione cattolica internazionale per il cinema alla mostra del cinema di Venezia 2009.
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La realtà è quella che conta, la fantasia rimane falsiltà inutile, anche se si tratta di un buon film di alto livello artistico.
Vediamo Lourdes nella realtà:
Il santuario di Lourdes è particolarmente associato alla speranza di ottenere guarigioni miracolose, ed è pertanto meta di un grande numero di fedeli infermi. In Italia vi sono tre associazioni di volontari, l'UNITALSI, l'OFTAL, e lo SMOM (Sovrano Militare Ordine Di Malta), che organizzano il trasporto e l'assistenza degli ammalati a bordo di treni e aerei convenientemente attrezzati. Dal 1958 si svolge annualmente il Pellegrinaggio Militare Internazionale, che riunisce migliaia di fedeli che lavorano in "divisa" al servizio degli altri.
Processione pomeridiana degli ammalati intorno al Santuario
Secondo i credenti, per invocare la guarigione è particolarmente efficace il rito dell'immersione nelle piscine, appositamente realizzate, riempite con l'acqua che sgorga dalla sorgente presso la grotta delle apparizioni. La stessa sorgente alimenta anche le fontane, dalle quali i pellegrini bevono l'"acqua di Lourdes", riempiendone bottiglie e taniche da portare a casa.
Dal 1905 è in funzione presso il santuario il Bureau Médical (ufficio medico), che raccoglie le segnalazioni di presunte guarigioni miracolose. A tutto il 2006, 67 casi di guarigione sono stati riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa cattolica come miracoli.
http://it.wikipedia.org/wiki/Nostra_Signora_di_Lourdes
Alcuni miracoli di Lourdes:
http://www.gesuemaria.it/i-miracoli-di-lourdes-5.html
A Lourdes avvengono ancora dei miracoli, o almeno dovrebbero essere tali :
IL MIRACOLO DI LOURDES. LA STORIA DI ANTONIETTA MALATA DI sla E ORA GUARITA
http://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/08/26/il-miracolo-di-lourdes-la-storia-di-antonietta-malata-di-sla-e-ora-guarita/
I miracoli di Lourdes non sono una montatura:
http://www.zenit.org/article-2728?l=italian
Le 67 guarigioni inspiegabili
http://it.wikipedia.org/wiki/Miracoli_di_Lourdes#Le_67_guarigioni_inspiegabili
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Ora perchè inventare un falso miracolo e far perdere la speranza a dei poveri malati che vogliono recarsi a Lourdes ?
Questo film contro la fede e la speranza non solo è sotto la regia dell'atea austriaca Jessica Hausner, ha avuto un premio
dagli atei razionalisti UAAR:
Il “Premio Brian”, alla sua IV edizione, viene quest’anno attribuito al film Lourdes della regista Jessica Hausner per l’approccio razionalista al tema del miracolo.
http://www.uaar.it/news/2009/09/11/assegnato-premio-brian-2009/
Certo agli atei farebbe comodo che le cose fossero come nel film, ma la realtà è diversa è questa solo è importante,
le favole, specialmente quelle degli atei sono spazzatura.
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/lourdes-un-film-contro-i-miracoli-di-lourdes
Una Lourdes troppo buia per essere vera
Vittorio Messori, Corriere della Sera del 12 febbraio 2010
La prospettiva di Jessica Hausner nel suo Lourdes è dichiarata subito, sin dalla scena iniziale, coll’inquadratura dall’alto della sala da pranzo per i pellegrini. Nessuna finestra, ma una luce artificiale fioca, su un ambiente claustrofobico: nero il pavimento, nere le pareti cui sono appesi crocifissi neri, nere le gonne e i pantaloni del personale, neri i mantelli delle hospitalières con la croce di Malta, nere le divise dei Cavalieri dell’Ordine, neri i clergyman dei preti. A quei tavoli funerei prende posto,in silenzio, una turba da corte dei miracoli di nani, paralitici, cancerosi, assistiti da volontari tanto formalmente educati quanto distratti o perplessi (“che ci faccio, qui?”), vivi solo nello scambio di sguardi tra ragazze col velo e giovanotti col basco. Poca, pochissima luce in tutto il film, la cui cifra cromatica è il plumbeo: nuvole nere nel cielo persino nelle pochissime scene all’aperto. Anche la benedizione eucaristica del pomeriggio –l’appuntamento quotidiano più amato dai pellegrini, assieme alla processione notturna con le fiaccole– non è girata, come è nel vero, sulla grande, luminosa Esplanade che fronteggia i tre santuari sovrapposti. No, la Hausner ha scelto di ambientarla nell’enorme chiesa sotterranea, dove non penetra alcuna luce. Poca luce pure per la lugubre festicciola finale. E buia, ovviamente, la scena topica della guarigione –miracolosa o casuale che sia– della tetraplegica venuta a Lourdes non per fede, ma per sfuggire dalla casa dove il male la imprigiona.
Crediamo abbia visto bene la UAAR, “Unione degli atei e degli agnostici razionalisti“ nell’attribuire a questo film il suo beffardo premio intitolato a Brian, dal nome di una dissacrante pellicola su Gesù. Dicono, questi atei organizzati, che l’opera della Hausner potrà aiutare a perdere la fede “chi non è ancora approdato a una visione disincantata e scettica“. Pure la Massoneria ha espresso il suo apprezzamento. Che dire, allora, del premio attribuito dagli uomini di cinema cattolici, riuniti in un’associazione riconosciuta ufficialmente dalla Santa Sede? Che dire della diocesi milanese che ha deciso di sponsorizzare quest’opera, diffondendola nelle parrocchie?
Verrebbe in mente quanto mi disse un Umberto Eco ironicamente deluso, quando analoghi premi cattolici (uno, addirittura dalla Loyola University, l’ateneo dei gesuiti americani) furono attribuiti al film tratto dal suo Il nome della rosa: “Io ho faticato per fare un libro radicalmente agnostico se non ateo, sperando di suscitare un dibattito infuocato. E invece no, ‘sti preti mi fregano , applaudendomi e riempiendomi di premi. Quasi quasi ho nostalgia dei bei, vecchi tempi della Santa Inquisizione. Quei tosti domenicani erano meno noiosi del frate e del sagrestano “ adulti“ che, entusiasti, acclamano il miscredente“.
Ma sì, sarebbe facile sorridere del masochismo clericale, cui peraltro siamo ormai rassegnati. Qui, però, occorre forse riconoscere delle attenuanti. In effetti, a una prima lettura il film della regista austriaca (la solita ex-cattolica: l’Occidente ne è ormai pieno) pare accattivante per i devoti. Non c’è nulla dell’anticlericalismo di un Emile Zola che si intrufolò, da anonimo, nel Pellegrinaggio Nazionale francese e ne trasse il suo fazioso romanzo, dove tutto inizia, per lui, da “une pauvre idiote“, da una piccola isterica chiamata Bernadette. Nulla, qui, delle invettive delle Logge ottocentesche, che chiedevano la chiusura manu militari di Lourdes “per abuso della credulità pubblica“, nonché per “ragioni igieniche“. Il vecchio mangiapretismo vociferante ha fatto posto, nella Hausner, a un ateismo radicale, ma politically correct. E una simile negazione della fede -durissima nei contenuti, ma molto soft nei modi- può avere depistato i clericali entusiasti. L’ateismo, peraltro onestamente dichiarato nelle interviste, non sta tanto nella barzelletta del capo dei Cavalieri hospitaliers (la Madonna che vuole andare a Lourdes, perché non vi è mai stata), battuta un po’ blasfema che svela l’incredulità di quei volontari. Non sta tanto nei dubbi dei pellegrini, nel loro spiarsi invidiosi, ciascuno temendo che il vicino di stanza sia guarito e lui no. E non sta neppure in quei cappellani che, alle domande dei malati, replicano con slogan, quasi fossero distributori automatici di risposte apologetiche. No, l’ateismo radicale del film sta nell’annuncio che il cristianesimo è morto, perché proprio la cartina di tornasole di Lourdes rivela che sono morte le tre virtù teologali che lo sorreggevano: morta la Fede, morta la Speranza, morta anche la Carità, malgrado le apparenze di chi, come i volontari, sembra esercitarla. Ma per amore di sé, non dei bisognosi. Per sfuggire alla noia, per trovare un senso o un marito, più che per aiutare il prossimo.
Papa Giovanni definì Lourdes, che molto amava, “una finestra che si è spalancata all’improvviso, mostrandoci il Cielo“. La Hausner, quella finestra la chiude: da qui, la mancanza di luce, il senso di oppressione, la claustrofobia, il nero che segnano tutta la sua pellicola. Quel Cielo di Roncalli è ormai sbarrato, uccidendo la Speranza.
L’esplosione gioiosa dell’alba della Risurrezione è rimossa a favore di una routine devozionale grigia, noiosa, segretamente ipocrita. Ma è sul serio così? Chi ha esperienza vera di Lourdes sa (e non è retorica) che questo è il regno del dolore ma anche della gioia; della disperazione e della speranza; del dubbio e della fede; dell’egoismo di mercanti, osti, professionisti dell’assistenza e della generosità di infiniti anonimi. Un impasto contradditorio, certo, ma pieno di vita e plasmato, malgrado tutto, da una fede tenace, che non si arrende. Vi sono talvolta nubi, sui Pirenei. Ma, ancor più spesso, vi splende un sole caldo. La Hausner ha le sue ragioni, cui va il nostro rispetto. Ma, attorno alla Grotta –quella vera, non quella della ex allieva delle suore che ha perso la fede- c’è un braciere che continua ad ardere, simboleggiato dalle mille candele accese giorno e notte, da 150 anni. Non c’è il cero ormai spento, o solo fumigante, che vorrebbe questo film, tanto eccellente nella tecnica quanto unilaterale nei contenuti.
Vittorio Messori, Corriere della Sera del 12 febbraio 2010
Posted by etendard at 4:08 PM
http://etendard.blogspot.com/2010/02/una-lourdes-troppo-buia-per-essere-vera.html
Premiato dall' associazione degli agnostici ma anche dai cattolici
Lourdes, il film «ateo» che piace alla Curia
Di Foschini Paolo
http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/11/Lourdes_film_ateo_che_piace_co_7_100211023.shtml
FILM LOURDES
Di Jessica Hausner
La diocesi di Milano sponsorizza il film diffondendolo nelle sale parrochiali:
OFTAL DIOCESI MILANO
Mercoledì 10 febbraio dalle ore 10 presso il cinema “Palestrina” di Milano (via Palestrina 7 - MM2 Loreto) si terrà una proiezione speciale del film “Lourdes”.
La proiezione - particolarmente rivolta a sacerdoti, volontari delle Sale della Comunità e associazioni di volontariato ,tra cui la nostra OFTAL, sarà accompagnata da un dibattito e da un aperitivo. Tra gli altri interverranno:
Monsignor Dario Edoardo Viganò, Presidente Ente per lo Spettacolo;
Monsignor Franco Giulio Brambilla, Vicario Episcopale per la Cultura;
Don Renato Fiazza, Delegato del Segretariato pellegrinaggi italiani.
Per accreditarsi è necessario scrivere o telefonare a
e-mail: cinema@chiesadimilano.it oppure tel. 02/67131678
Il film, presentato in Concorso alla 66° Mostra del Cinema di Venezia, narra di un pellegrinaggio a Lourdes. Tra i pellegrini ci sono malati e persone sane, che intraprendono questo viaggio nella speranza di trovare un conforto spirituale o perché sono alla ricerca di una guarigione corporale. La protagonista del film è Christine, inchiodata alla sedia a rotelle da una malattia incurabile. Lo spettatore viaggia insieme a lei, scopre Lourdes attraverso i suoi occhi e si immedesima nel suo desiderio di allacciare legami sociali e affettivi con gli altri. La vita della giovane donna è stata sconvolta dalla malattia, che l’ha costretta a un isolamento da cui ora desidera uscire. Vorrebbe tornare a essere « normale » e poter fare ciò che possono fare gli « altri » con disinvoltura. Maria è una giovane volontaria dell’Ordine di Malta che si prende cura di lei. Maria accompagna Christine ai bagni e alle processioni, la nutre, la lava e la aiuta a coricarsi. Christine osserva l’universo di Maria con un pizzico di invidia. Vede Maria come un’eco del suo passato e questo le infonde speranza. Ma Maria preferisce frequentare i suoi coetanei e talvolta tenta di sfuggire allo spettacolo della malattia. Christine si accontenta allora della compagnia della Signora Hartl, una sessantenne brusca e solitaria. La Signora Hartl non è andata a Lourdes per curare un male fisico ma per tentare di alleviare le sofferenze di una vita interamente trascorsa in solitudine. Prova il bisogno di dare un senso alla sua esistenza vuota, di colmare questo vuoto con una missione. Lo troverà prendendosi cura di Christine, pregando per lei. E la sua preghiera sarà esaudita : durante il soggiorno, la salute di Christine migliora miracolosamente e alla fine la donna guarisce : è di nuovo in grado di camminare. La guarigione suscita ammirazione, ma anche dubbi e gelosie. Il comitato dei medici di Lourdes è chiamato a esprimersi sul miracolo. Il verdetto è incerto, in quanto la malattia di Christine è imprevedibile : le sue condizioni possono migliorare notevolmente ma anche aggravarsi con altrettanta facilità. Christine si aggrappa a questa nuova occasione di felicità, pur temendo che possa rivelarsi effimera.
Approfondimenti: la scheda del film a cura dell’ACEC
Scritto da Redazione OFTAL \\ tags: Anteprima, Diocesi di Milano, Lourdes
http://www.oftalmilano.it/index.php/tag/diocesi-di-milano/
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ARTICOLI RIGUARDO ABUSI DENTRO LA CHIESA CATTOLICA
sabato 13 febbraio 2010
Falsi permessi, arrestato un prete
Falsi permessi, arrestato un prete
9/2/2010
Immigrazione, blitz polizia a Siracusa
C'è anche padre Carlo D'Antoni, parroco della chiesa di Bosco Minniti, tra le 9 persone arrestate nel corso di un blitz della polizia di Stato di Siracusa contro una presunta banda accusata di gestire il racket per il rilascio di falsi permessi di soggiorno a clandestini. Il reato ipotizzato nei suoi confronti dal Gip di Catania, che ne ha disposto i domiciliari, è associazione per delinquere. Stesso reato contestato anche all'avvocato Aldo Valtimora.
E' considerato un prete di frontiera il sacerdote posto agli arresti domiciliari dalla polizia. Padre Carlo D'Antoni, parroco della chiesa di Bosco Minniti, è, infatti, da molti anni impegnato nell'aiuto agli immigrati che arrivano in Sicilia: centinaia di extracomunitari che provenivano dal mare, dall'Africa, hanno trovato rifugio nella parrocchia. Gli ultimi accolti arrivavano da Rosarno, dopo gli atti di violenza scoppiati in Calabria.
La Chiesa di Bosco Minniti negli anni è stata trasformata: l'altare è stato posto al centro, con tutti i banchi attorno. Sulle pareti sono comparsi anche simboli delle popolazioni dell'Africa. Lo spazio una volta riservato all'altare è utilizzato la sera: vengono posizionati i tavoli e per un'ora diventa una mensa capace di accogliere un centinaio di persone. Poi via i tavoli, vengono distese le coperte ed i sacchi a pelo, e la chiesa diventa un dormitorio. Chi non dorme a terra, unisce i banchi per creare un giaciglio. Una scena che si è ripetuta di recente quando decine di immigrati sono arrivati da Rosarno.
Il prete aveva già lanciato l'allarme perché, come ogni anno, nel periodo di marzo sono attesi centinaia di immigrati per la raccolta nei campi. I migranti invadono le campagne di Cassibile e di Pachino: momenti di tensione si erano sfiorati alcuni anni fa proprio con i residenti della frazione a quindici chilometri da Siracusa. Gli immigrati si erano accampati nelle campagne con inevitabili problemi di natura igienico sanitaria.
Padre Carlo, insieme ai suoi collaboratori, erano voluto andare a Cassibile, e stare con loro. Aveva dormito e mangiato con i migranti per fare sentire loro che non erano soli. Il sacerdote, che ha lanciato l'allarme anche alle Istituzioni locali, ha sempre dichiarato che il suo obiettivo era una maggiore integrazione dei migranti nel territorio.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo473522.shtml
9/2/2010
Immigrazione, blitz polizia a Siracusa
C'è anche padre Carlo D'Antoni, parroco della chiesa di Bosco Minniti, tra le 9 persone arrestate nel corso di un blitz della polizia di Stato di Siracusa contro una presunta banda accusata di gestire il racket per il rilascio di falsi permessi di soggiorno a clandestini. Il reato ipotizzato nei suoi confronti dal Gip di Catania, che ne ha disposto i domiciliari, è associazione per delinquere. Stesso reato contestato anche all'avvocato Aldo Valtimora.
E' considerato un prete di frontiera il sacerdote posto agli arresti domiciliari dalla polizia. Padre Carlo D'Antoni, parroco della chiesa di Bosco Minniti, è, infatti, da molti anni impegnato nell'aiuto agli immigrati che arrivano in Sicilia: centinaia di extracomunitari che provenivano dal mare, dall'Africa, hanno trovato rifugio nella parrocchia. Gli ultimi accolti arrivavano da Rosarno, dopo gli atti di violenza scoppiati in Calabria.
La Chiesa di Bosco Minniti negli anni è stata trasformata: l'altare è stato posto al centro, con tutti i banchi attorno. Sulle pareti sono comparsi anche simboli delle popolazioni dell'Africa. Lo spazio una volta riservato all'altare è utilizzato la sera: vengono posizionati i tavoli e per un'ora diventa una mensa capace di accogliere un centinaio di persone. Poi via i tavoli, vengono distese le coperte ed i sacchi a pelo, e la chiesa diventa un dormitorio. Chi non dorme a terra, unisce i banchi per creare un giaciglio. Una scena che si è ripetuta di recente quando decine di immigrati sono arrivati da Rosarno.
Il prete aveva già lanciato l'allarme perché, come ogni anno, nel periodo di marzo sono attesi centinaia di immigrati per la raccolta nei campi. I migranti invadono le campagne di Cassibile e di Pachino: momenti di tensione si erano sfiorati alcuni anni fa proprio con i residenti della frazione a quindici chilometri da Siracusa. Gli immigrati si erano accampati nelle campagne con inevitabili problemi di natura igienico sanitaria.
Padre Carlo, insieme ai suoi collaboratori, erano voluto andare a Cassibile, e stare con loro. Aveva dormito e mangiato con i migranti per fare sentire loro che non erano soli. Il sacerdote, che ha lanciato l'allarme anche alle Istituzioni locali, ha sempre dichiarato che il suo obiettivo era una maggiore integrazione dei migranti nel territorio.
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo473522.shtml
mercoledì 27 gennaio 2010
GLI STIMMATINI ADORANO IDOLI PAGANI NUDI ED OSCENI

GLI STIMMATINI ADORANO IDOLI PAGANI NUDI ED OSCENI
Sezano (VR)-padri Stimmatini-scultura di M. Danielon che rappresenta la Madonna.
Dal sito degli stimmatini-loro giustificazioni.
AI VISITATORI DEL SITO: informiamo che stiamo ricevendo messaggi con parole di violenza, volgari e di minaccia in riferimento alla scultura di M. Danielon, collocata nella nostra aula liturgica come segno dell'Avvento.
Il messaggio spirituale che proviene dall'opera e che molti hanno avuto modo di accogliere e interiorizzare, nulla ha a che vedere con questi toni polemici dai quali prendiamo le distanze.
Nel percorrere il cammino di Avvento con l'opera di Danielon ci sentiamo confortati nel messaggio di annuncio e di compimento che la persona di Maria la Madre di Dio porta con sé. (12.12.2009)
http://stimmatinisezano.blogspot.com/
Del resto la statuetta non vuole essere il ritratto della Madonna ma il ritratto di tutto ciò che è simbolo di vita e di comunione con il mondo. Lo stesso titolo è un inno alla gioia della maternità perché ogni madre è portatrice di vita quindi è vicina a Dio»,
«È il simbolo di un percorso», spiega padre Silvano indicandola, «la Madre di Dio diventa espressione del cammino dell’umanità che porta il carico di una promessa. Non è la Madonna nel suo significato simbolico, è segno dell’avvento in quanto simbolo di un’umanità che ubbidisce e
accoglie la promessa della parola».
http://stimmatinisezano1.blogspot.com/2009/12/rassegna-stampa.html
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CENTRO ANTI-BLASFEMIA
L'ALTARE DELLA CHIESA CRISTIANA DOVREBBE ESSERE ESPRESSIONE DI SANTITA'
Gli stimmatini esibiscono una scultura brutta, ripugnante, oscena, una donna impazzita che si mostra completamente nuda
mentre è incinta e sta per partorire con dolori di parto, e a questa abominevole e blasfema opera hanno dato il nome di Madre di Dio,
per loro questa cultura altamente satanica rappresenta la S.V.Maria.
Ma vediamo che per il credente cristiano questa scultura demoniaca non può rapresentare la S.V.Maria, infatti la SantissimaMadre di Gesù
e Madre nostra, è piena di grazia; Luca: 1, 28; che significa dotata di tutte le virtu' della santità, a cominciare da quelle dela purezza e castità,
e per tale ragione ha trovato grazia presso Dio; Luca:1, 30.
Ora per la religione cristiana il nudismo è oscenità, immoralità e peccato classificato come porneia; Marco: 7,20-23; Apocalisse: 3,18 e 16,15.
Sull' altare il credente cristiano mette cose sante e pure, fiori e ricami, la Santa Eucarisia, il crocifisso(decoroso), qualche simbolo figura cristiana che
ispira devozione e fede.
Mettere figure blasfeme, oscene e pornografiche non è cristianesimo, ma paganesimo e satanismo.
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/gli-stimmatini-adorano-idoli-pagani-nudi-ed-osceni
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Belluno. «Lascio l'altare e divento papà»
Belluno. «Lascio l'altare e divento papà»
L'ex prete confessa: «Amo un'albanese»
Era parroco del Duomo di Feltre ma da settembre è stato
sospeso dal sacerdozio: «La fede non mi bastava più»
BELLUNO (26 gennaio) - Dal settembre scorso è stato sospeso dal sacerdozio, su sua stessa richiesta, e ora don Giulio Antoniol, ex parroco del Duomo di Feltre, annuncia che diventerà padre a coronamento della sua storia d'amore con una ragazza albanese.
«Semplicemente mi sono innamorato - ha raccontato, indicando di essere in attesa del ritorno allo stato laico chiesto al vescovo e al Papa - e con convinzione abbiamo desiderato un bambino». La nascita è prevista per settembre. «La mia volontà - ha spiegato riguardo alla decisione di lasciare la tonaca - è stata sempre quella divivere la fede in chiesa e in comunità ma con il tempo le cose sono cambiate. Mi rendevo conto che ciò non bastava più».
Dei suoi propositi, nell'estate scorsa, aveva parlato con il vescovo di Belluno - «che da lì in avanti ha sempre avuto con me un rapporto paterno» - e non nasconde gli imbarazzi quando incontra persone che conosce e che gli mancano il Duomo gremito per la messa e i parrocchiani «ma trovo altrettanta gratificazione dalla vita di coppia nella quale lavare i piatti è espressione d'amore».
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=88963&sez=NORDEST
L'ex prete confessa: «Amo un'albanese»
Era parroco del Duomo di Feltre ma da settembre è stato
sospeso dal sacerdozio: «La fede non mi bastava più»
BELLUNO (26 gennaio) - Dal settembre scorso è stato sospeso dal sacerdozio, su sua stessa richiesta, e ora don Giulio Antoniol, ex parroco del Duomo di Feltre, annuncia che diventerà padre a coronamento della sua storia d'amore con una ragazza albanese.
«Semplicemente mi sono innamorato - ha raccontato, indicando di essere in attesa del ritorno allo stato laico chiesto al vescovo e al Papa - e con convinzione abbiamo desiderato un bambino». La nascita è prevista per settembre. «La mia volontà - ha spiegato riguardo alla decisione di lasciare la tonaca - è stata sempre quella divivere la fede in chiesa e in comunità ma con il tempo le cose sono cambiate. Mi rendevo conto che ciò non bastava più».
Dei suoi propositi, nell'estate scorsa, aveva parlato con il vescovo di Belluno - «che da lì in avanti ha sempre avuto con me un rapporto paterno» - e non nasconde gli imbarazzi quando incontra persone che conosce e che gli mancano il Duomo gremito per la messa e i parrocchiani «ma trovo altrettanta gratificazione dalla vita di coppia nella quale lavare i piatti è espressione d'amore».
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=88963&sez=NORDEST
martedì 15 dicembre 2009
Papa:"Vergogna per preti pedofili"
Papa:"Vergogna per preti pedofili"
11/12/2009
"Massima attenzione per caso Irlanda"
Benedetto XVI si è detto "sconvolto e angosciato" dal contenuto del rapporto sugli abusi su minori compiuti dai preti cattolici in Irlanda. E' quanto si legge in un comunicato della Santa Sede al termine dell'incontro del Pontefice con rappresentanti della Chiesa locale. Il Vaticano continuerà a seguire questa "grave questione" con la "massima attenzione" per capire come siano potuti accadere questi "vergognosi eventi".
Il Papa - afferma la nota della sala stampa - ha ''ascoltato le preoccupazioni'' dei vescovi irlandesi e della Curia romana, e ha discusso con loro degli ''eventi traumatici'' evidenziati dal Rapporto della Commissione investigativa irlandese sull'arcidiocesi di Dublino.
Dopo un ''attento studio'' del rapporto, il papa si è sentito ''profondamente sconvolto e angosciato dal suo contenuto. ''Desidera ancora una volta - aggiunge la nota - esprimere il suo profondo dispiacere per le azioni compiute da alcuni membri del clero che hanno tradito le loro solenni promesse a Dio, oltre che la fiducia loro accordata dalle vittime e dalle loro famiglie, e in generale dalla società''.
''Il Santo Padre - prosegue il comunicato - condivide il senso di oltraggio, tradimento e vergogna sentito da tanti fedeli in Irlanda, e si unisce a loro in preghiera in questo
difficile momento per la vita della Chiesa''. Il Papa chiede perciò ai cattolici irlandesi, ai quali rivolgerà presto una lettera pastorale, e a quelli di tutto il mondo, di unirsi alle preghiere per le vittime, le loro famiglie e chiunque sia stato toccato da questi ''odiosi crimini''.
Promette, intanto, che ''la Chiesa continuerà a seguire questa grave questione con la massima attenzione per capire come questi vergognosi eventi siano potuti accadere e individuare il miglior modo per sviluppare efficaci e sicure strategie per evitare che si ripetano''.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo468358.shtml
11/12/2009
"Massima attenzione per caso Irlanda"
Benedetto XVI si è detto "sconvolto e angosciato" dal contenuto del rapporto sugli abusi su minori compiuti dai preti cattolici in Irlanda. E' quanto si legge in un comunicato della Santa Sede al termine dell'incontro del Pontefice con rappresentanti della Chiesa locale. Il Vaticano continuerà a seguire questa "grave questione" con la "massima attenzione" per capire come siano potuti accadere questi "vergognosi eventi".
Il Papa - afferma la nota della sala stampa - ha ''ascoltato le preoccupazioni'' dei vescovi irlandesi e della Curia romana, e ha discusso con loro degli ''eventi traumatici'' evidenziati dal Rapporto della Commissione investigativa irlandese sull'arcidiocesi di Dublino.
Dopo un ''attento studio'' del rapporto, il papa si è sentito ''profondamente sconvolto e angosciato dal suo contenuto. ''Desidera ancora una volta - aggiunge la nota - esprimere il suo profondo dispiacere per le azioni compiute da alcuni membri del clero che hanno tradito le loro solenni promesse a Dio, oltre che la fiducia loro accordata dalle vittime e dalle loro famiglie, e in generale dalla società''.
''Il Santo Padre - prosegue il comunicato - condivide il senso di oltraggio, tradimento e vergogna sentito da tanti fedeli in Irlanda, e si unisce a loro in preghiera in questo
difficile momento per la vita della Chiesa''. Il Papa chiede perciò ai cattolici irlandesi, ai quali rivolgerà presto una lettera pastorale, e a quelli di tutto il mondo, di unirsi alle preghiere per le vittime, le loro famiglie e chiunque sia stato toccato da questi ''odiosi crimini''.
Promette, intanto, che ''la Chiesa continuerà a seguire questa grave questione con la massima attenzione per capire come questi vergognosi eventi siano potuti accadere e individuare il miglior modo per sviluppare efficaci e sicure strategie per evitare che si ripetano''.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo468358.shtml
SCULTURA MADONNA BLASFEMA PRESSO I PADRI STIMATINI DI SEZANO

GRAVE DISSACRAZIONE
A nome del "Centro Culturale Nicolò Stenone" mi unisco all'indignazione espressa dall'artista Marcello Sartori di Verona e da molti altri, per quanto riguarda certa arte contemporanea che viene definita "sacra" quando invece è dissacrante e volgare, e mi riferisco in particolare alla scultura di una donna in bronzo esposta nella cappella di Sezano dei padri Stimatini di Verona che dovrebbe rappresentare la Madonna. Una Madonna tutta nuda e scapigliata, che avanza con passo di danza tenendo una mano dietro e l'altra davanti su un pancione enorme che le cade giù, ebbene questa scultura dovrebbe comunicare, secondo le dichiarazioni degli ultimi esegeti esperti in acrobazie, sentimenti sublimi, quando invece la gente comune sente ripugnanza e disgusto. Se una prostituta si vedesse ritratta in quel modo si sentirebbe offesa nella sua femminilità.
Se "il bello è lo splendore del vero", come diceva Platone supportato poi da S. Tommaso, va da sé che la vera opera d'arte deve innanzitutto parlare di Verità, cioè essere comprensibile all'intelletto suscitando gioia interiore al suo sguardo, e non disgusto da superare con motivazioni assurde.
Non si può definire "sacra" una qualunque composizione artistica per il solo fatto che ha come oggetto personaggi della Sacra Scrittura, anzi, il più delle volte si tratta di opere d'arte dissacranti o blasfeme, come ad esempio quei tanto discussi quadri che raffigurano Gesù Cristo in atteggiamento orgiastico con gli Apostoli, esposti addirittura nel museo diocesano di Vienna. La stessa cosa dicasi per certi film o romanzi di autori notoriamente miscredenti, che non possono essere considerati fonte di verità storica solo perché trattano, spesso in modo offensivo e volutamente manipolato, della vita di Cristo.
Che queste volgarità o dissacrazioni vengano proposte dai nemici di Cristo è cosa ormai risaputa, ma che addirittura certi nostri "Consacrati", frati, suore, sacerdoti, teologi, vogliano giustificare e difendere queste autentiche profanazioni, accettandole nelle loro case, o chiese, o librerie come se si trattasse di "opere d'arte sacra", è un fatto gravissimo che grida vendetta al cospetto di Dio perché è lo stravolgimento della Verità in nome dell'idiozia e della peggiore ignoranza quando non addirittura, della voluta perversione. Tutti noi ci auguriamo che questo periodo della nostra storia, gravemente contrassegnato dalla presenza del "maligno" in tutti i settori della vita: religiosa, civile, politica, ecc. che si manifesta con omicidi, efferatezze, imbrogli, calamità e violenze di ogni genere, e che ha la sua radice principale nel categorico rifiuto della Divina Presenza di Gesù Cristo tra noi, sia come Crocifisso, sia come Bambino inerme nel presepio, ci auguriamo che questo periodo storico possa essere per ciascuno di noi stimolo e sfida per una decisa reazione, per un fedeltà più coraggiosa a Cristo, nostro Redentore, a iniziare dai nostri Pastori costituiti in autorità che rischiano talvolta di giocarsi l'anima per il loro colpevole silenzio.
Christus vincit, Christus regnat! Buon Natale a tutti.
patrizia.ste...@alice.it
http://groups.google.com/group/centro-religione-cristiana?hl=it
SCULTURA MADONNA BLASFEMA PRESSO I PADRI STIMATINI DI SEZANO
GRAVE DISSACRAZIONE
A nome del "Centro Culturale Nicolò Stenone" mi unisco all'indignazione espressa dall'artista Marcello Sartori di Verona e da molti altri, per quanto riguarda certa arte contemporanea che viene definita "sacra" quando invece è dissacrante e volgare, e mi riferisco in particolare alla scultura di una donna in bronzo esposta nella cappella di Sezano dei padri Stimatini di Verona che dovrebbe rappresentare la Madonna. Una Madonna tutta nuda e scapigliata, che avanza con passo di danza tenendo una mano dietro e l'altra davanti su un pancione enorme che le cade giù, ebbene questa scultura dovrebbe comunicare, secondo le dichiarazioni degli ultimi esegeti esperti in acrobazie, sentimenti sublimi, quando invece la gente comune sente ripugnanza e disgusto. Se una prostituta si vedesse ritratta in quel modo si sentirebbe offesa nella sua femminilità.
Se "il bello è lo splendore del vero", come diceva Platone supportato poi da S. Tommaso, va da sé che la vera opera d'arte deve innanzitutto parlare di Verità, cioè essere comprensibile all'intelletto suscitando gioia interiore al suo sguardo, e non disgusto da superare con motivazioni assurde.
Non si può definire "sacra" una qualunque composizione artistica per il solo fatto che ha come oggetto personaggi della Sacra Scrittura, anzi, il più delle volte si tratta di opere d'arte dissacranti o blasfeme, come ad esempio quei tanto discussi quadri che raffigurano Gesù Cristo in atteggiamento orgiastico con gli Apostoli, esposti addirittura nel museo diocesano di Vienna. La stessa cosa dicasi per certi film o romanzi di autori notoriamente miscredenti, che non possono essere considerati fonte di verità storica solo perché trattano, spesso in modo offensivo e volutamente manipolato, della vita di Cristo.
Che queste volgarità o dissacrazioni vengano proposte dai nemici di Cristo è cosa ormai risaputa, ma che addirittura certi nostri "Consacrati", frati, suore, sacerdoti, teologi, vogliano giustificare e difendere queste autentiche profanazioni, accettandole nelle loro case, o chiese, o librerie come se si trattasse di "opere d'arte sacra", è un fatto gravissimo che grida vendetta al cospetto di Dio perché è lo stravolgimento della Verità in nome dell'idiozia e della peggiore ignoranza quando non addirittura, della voluta perversione. Tutti noi ci auguriamo che questo periodo della nostra storia, gravemente contrassegnato dalla presenza del "maligno" in tutti i settori della vita: religiosa, civile, politica, ecc. che si manifesta con omicidi, efferatezze, imbrogli, calamità e violenze di ogni genere, e che ha la sua radice principale nel categorico rifiuto della Divina Presenza di Gesù Cristo tra noi, sia come Crocifisso, sia come Bambino inerme nel presepio, ci auguriamo che questo periodo storico possa essere per ciascuno di noi stimolo e sfida per una decisa reazione, per un fedeltà più coraggiosa a Cristo, nostro Redentore, a iniziare dai nostri Pastori costituiti in autorità che rischiano talvolta di giocarsi l'anima per il loro colpevole silenzio.
Christus vincit, Christus regnat! Buon Natale a tutti.
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A nome del "Centro Culturale Nicolò Stenone" mi unisco all'indignazione espressa dall'artista Marcello Sartori di Verona e da molti altri, per quanto riguarda certa arte contemporanea che viene definita "sacra" quando invece è dissacrante e volgare, e mi riferisco in particolare alla scultura di una donna in bronzo esposta nella cappella di Sezano dei padri Stimatini di Verona che dovrebbe rappresentare la Madonna. Una Madonna tutta nuda e scapigliata, che avanza con passo di danza tenendo una mano dietro e l'altra davanti su un pancione enorme che le cade giù, ebbene questa scultura dovrebbe comunicare, secondo le dichiarazioni degli ultimi esegeti esperti in acrobazie, sentimenti sublimi, quando invece la gente comune sente ripugnanza e disgusto. Se una prostituta si vedesse ritratta in quel modo si sentirebbe offesa nella sua femminilità.
Se "il bello è lo splendore del vero", come diceva Platone supportato poi da S. Tommaso, va da sé che la vera opera d'arte deve innanzitutto parlare di Verità, cioè essere comprensibile all'intelletto suscitando gioia interiore al suo sguardo, e non disgusto da superare con motivazioni assurde.
Non si può definire "sacra" una qualunque composizione artistica per il solo fatto che ha come oggetto personaggi della Sacra Scrittura, anzi, il più delle volte si tratta di opere d'arte dissacranti o blasfeme, come ad esempio quei tanto discussi quadri che raffigurano Gesù Cristo in atteggiamento orgiastico con gli Apostoli, esposti addirittura nel museo diocesano di Vienna. La stessa cosa dicasi per certi film o romanzi di autori notoriamente miscredenti, che non possono essere considerati fonte di verità storica solo perché trattano, spesso in modo offensivo e volutamente manipolato, della vita di Cristo.
Che queste volgarità o dissacrazioni vengano proposte dai nemici di Cristo è cosa ormai risaputa, ma che addirittura certi nostri "Consacrati", frati, suore, sacerdoti, teologi, vogliano giustificare e difendere queste autentiche profanazioni, accettandole nelle loro case, o chiese, o librerie come se si trattasse di "opere d'arte sacra", è un fatto gravissimo che grida vendetta al cospetto di Dio perché è lo stravolgimento della Verità in nome dell'idiozia e della peggiore ignoranza quando non addirittura, della voluta perversione. Tutti noi ci auguriamo che questo periodo della nostra storia, gravemente contrassegnato dalla presenza del "maligno" in tutti i settori della vita: religiosa, civile, politica, ecc. che si manifesta con omicidi, efferatezze, imbrogli, calamità e violenze di ogni genere, e che ha la sua radice principale nel categorico rifiuto della Divina Presenza di Gesù Cristo tra noi, sia come Crocifisso, sia come Bambino inerme nel presepio, ci auguriamo che questo periodo storico possa essere per ciascuno di noi stimolo e sfida per una decisa reazione, per un fedeltà più coraggiosa a Cristo, nostro Redentore, a iniziare dai nostri Pastori costituiti in autorità che rischiano talvolta di giocarsi l'anima per il loro colpevole silenzio.
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